La più potente tecnologia di supercomputing al mondo, quella Blue Gene di IBM, verrà messa a disposizione di un team di scienziati svedesi che da anni è alla ricerca di una cura contro il flagello dell’AIDS.
I ricercatori dell’Università di Edimburgo e del Watson Research Center di IBM hanno annunciato un progetto di ricerca congiunto, della durata di cinque anni, che utilizzerà le simulazioni effettuate con supercomputer Blue Gene per velocizzare la creazione di farmaci per l’inibizione dell’infezione da HIV, il virus che causa l’AIDS.
Combinando l’utilizzo di veloci supercalcolatori con nuove tecniche farmacologiche sperimentali, gli scienziati puntano a creare inibitori specifici che agiscano direttamente sulla parte del virus responsabile dell’ingresso del materiale genetico virale all’interno della cellula umana. L’aspetto innovativo di questa collaborazione, spiega IBM, sta nel tentativo di creare simultaneamente inibitori multipli in grado di evitare che il virus possa mutare il proprio patrimonio genetico, rendendo inefficaci le terapie farmacologiche in uso.
Eccovi un breve video trovato su motorsportblog il quale dimostra come siano cambiate le cose a seguito della decisione della FIA di bandire qualsiasi tipo di controllo elettronico…
Veramente uno spettacolo! E poi guardate Alonso…un vero peccato non averlo in Ferrari…
“La realizzazione di questo progetto ha richiesto circa due anni e ha permesso la copertura wireless delle sedi ancora non servite. Ma anche migliorato la connettività di quelle che ne erano già dotate. Gli access point sono passati così da 35 a 180. È un risultato importante soprattutto perché apre le porte ad altri traguardi importanti, come l’integrazione con la rete WiFi del Comune, che potrà rendere tutta Firenze veramente un campus virtuale per i nostri studenti”. Così ieri Gianfranco Manes, presidente del CSIAF, il Centro servizi informatici dell’Università di Firenze, ha descritto l’ulteriore sviluppo della rete infra-ateneo.
Secondo recenti rapporti dell’intelligence americana i computer militari degli Stati Uniti hanno subito numerosi attacchi negli ultimi tempi. E questi attacchi sembrano provenire dalla Cina. Lo rivela il Wall Street Journal, segnalando come le reti militari sono gli obiettivi preferiti dagli hacker.
Il Generale Kevin Chilton dichiara che non vi sono prove significative di una volontà cinese di attaccare gli obiettivi militari americani, ma la Cina, in questo momento, rappresenta una vasta area geografica interessata in questo senso. Eppure le guerre cibernetiche stanno diventando sempre più comuni. L’anno scorso la rete Internet in Estonia è stata resa inattiva da attacchi provenienti dalla Russia, in seguito ad una disputa su un memoriale storico sulla Seconda Guerra mondiale. Tuttavia in quel caso si trattò di un attacco all’infrastruttura di Internet, e non a obiettivi militari o di governo. Tali attacchi, infatti, possono rendere instabile il traffico dell’intera rete, e sono fondamentalmente diversi da attacchi mirati ad impianti specifici, ciò che fa la differenza tra guerra e spionaggio.
Magneto, l’arcinemico degli X-Men, in realtà si chiama Joseph Falciatano III e vive a New York. È ancora piuttosto giovane, ma il ragazzo è diventato il giovane più popolare della sua scuola per la singolare maledizione capacità di riuscire a trasformare gli aggeggi elettronici nelle sue prossimità in apparecchi malfunzionanti. Console e computer sono in particolare i dispositivi più influenzati dalla sua vicinanza.”Joe”, che si è autodefinito “l’uomo Magnete” in riferimento forse al suddetto villain, ha preso coscienza dei suoi “poteri” l’anno scorso, quando i suoi insegnanti hanno concluso che la sua sola presenza era sufficiente a far comportare in maniera anomala un PC.
E’ in uscita la nuova reflex digitale Canon Eos 450d, ultimo gioiellino della casa Canon, con sensore CMOS da 12.2 megapixelad alta sensibilità e basso rumore, sistema di pulizia EOS, display da 3″ con modalità Live View e di un rinnovato sistema AF a 9 punti.
Il processore è il DIGIC III che permette alla 450d di avviarsi in soli 0.1 secondi, tempi di risposta rapidissimi e di gestire fino a 53 immagini jpeg o 6 raw attraverso l’utilizzo di una memoria tampone dell’immagine.
L’elaborazione dati è a 14 bit, questo consente di scattare fino a 3.5 fotogrammi per secondo.
Incorpora ben 13 funzioni personalizzate per adattare la fotocamera al proprio stile.
Pesa 475 grammi ed è stata migliorata l’impugnatura.
Insomma,promette di sostituire degnamente la Canon 400d!
Vi rimando al sito ufficiale per tutte le specifiche tecniche e ringrazio il webmaster per avermi dato l’opportunità il piacere e l’onore di scrivere su questo blog.
Alla prossima
OrizzonteDegliEventi